13 Feb Scopri la Santa Casa
La Santa Casa è secondo la Tradizione la Casa di Nazareth dove Maria ricevette l’annuncio dell’Angelo, la Sacra Famiglia visse e dove Gesù trascorse la sua infanzia. Molte tracce archeologiche rafforzano nella Verità questa tradizione collando quanto meno la Casa geograficamente e storicamente a quella zona della Palestina. Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermerebbero infatti l’origine palestinese: esse sono per lo più arenarie e lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli Ebrei, ma molto usata anche in Palestina.
Nel suo nucleo originario, è costituita da sole tre pareti alte all’incirca 3 metri. Si ritiene che, come accadeva allora, la casa fosse costituita di una parte scavata nella roccia e di una parte in muratura. Le dimensioni dell’abitazione, per altro, coincidono con quelle del “buco” rimasto a Nazaret dove prima si trovava e dove è custodita ancora oggi la grotta presso la Basilica dell’Annunciazione di Nazaret .Per di più le pietre che formano i tre muri principali della casa risultano ancora saldate da una tipica malta della zona di Nazareth, un misto di solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una tecnica dell’epoca, nota in Palestina e anche in Galilea 2000 anni fa, ma mai impiegata in Italia. Il tutto fa pensare ad un “trasloco” senza smontaggio, ed un trasporto in blocco…
La devota tradizione racconta che nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, per intervento angelico, le tre pareti della Casa di Maria arrivarono qui sul colle loretano. Alla devota tradizione si unisce anche il racconto storico che narra come nel 1291 i Crociati furono espulsi dalla Terrasanta per opera dei musulmani e che alcuni di loro salvarono dalla distruzione la casa della Madonna, trasportandola prima nell’antica Illiria, in una località, di cui il santuario di Tersatto fa memoria e successivamente nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294, nell’antico comune di Recanati, prima presso il porto, poi su di un colle in una pubblica via, dove tutt’ora è custodita.
Sia custodendo la devota ed autorevole tradizione sia secondo gli studi archeologici si può certamente ammettere che ci fu quanto meno l’assistenza del Cielo, di Dio, ovvero un vero e proprio “intervento angelico”, quanto meno in questo complicato e davvero straordinario trasporto. Secondo gli storici, per quanto “miracoloso” il trasporto per come è avvenuto, si deve ai Crociati ed alla Famiglia Angeli che, presente in Illiria, curò il trasporto in nave della Casa. Secondo gli scavi e gli studi archeologici la Casa fin dal secolo II-III fu protetta da una chiesa sinagogale, poi nel secolo V da una basilica bizantina e, infine, nel secolo XII, da una maestosa basilica crociata. In tal modo la Casa, difesa dall’erosione degli agenti atmosferici, poté esistere fino al 1291quindi fu trasferita a Loreto. Tutto ciò attesta una volontà esplicita di conservazione delle tre pareti originali. Molte pietre, soprattutto quelle poste in alto, presentano una finitura esterna, anche a spina di pesce, caratteristica dello stile dei nabatei, riscontrabile anche in Palestina. In circa 60 pietre sono stati individuati graffiti, con scritte e segni cristologici dei primi secoli, simili a quelli dei giudeo – cristiani che si trovano in Terra Santa, compresa Nazaret. I graffiti sono come il «marchio d’origine» delle pietre nazaretane della Santa Casa.

La Santa Casa è custodita da una sorta di saccello di marmo (610 metri quadrati di sculture che richiesero settant’anni di lavori); questo fu voluto come un grande e solennissimo reliquiario da Papa Giulio II che affidò la realizzazione del disegno al Bramante nel 1509. Ma fu solo sotto Papa Leone X che si diede il via all’opera affidandola al Sansovino a cui, poi, succedettero Raniero Nerucci e Antonio da Sangallo. Sansovino lavorò alle sculture dal il 1513 al 1527 creando il progetto dell’opera. Questa è formata da nicchie e decorazioni e da rilievi che rappresentano la Vita terrena della Madonna come l’ Annunciazione (posto al di sopra della “Finestra dell’Angelo” della Casa) in grandi quadri alternate da statue di Profeti e Sibille.
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