E’ arrivato l’ultimo numero di Camminiamo Insieme

E’ arrivato l’ultimo numero di Camminiamo Insieme

Puoi ritirare in fondo alla Chiesa (e sostenerne la pubblicazione con 5 euro) l’ultimo numero del nostro giornale (circa bimensile) di Camminiamo insieme.

Ecco qui l’articolo del Parroco
La bellezza del Natale ci travolge sempre tutti, o almeno la maggior parte di noi.
Sapere che il Signore, nonostante tutto e nonostante tutti, scelga di vivere con noi ed
essere Uno di noi mi affascina sempre moltissimo. Penso sempre che la fregatura la
prenda Lui, per altro. Noi ci guadagniamo a tutti i livelli: dal non sentirci più soli al
poter avere Speranza, dal sapere che l’Umanità non è così brutta tanto che piace a
Dio farsi Uno di noi al sapere che a volte siamo così brutti che l’Umanità ha bisogno
che Dio si faccia Uno di noi.
Così il Natale è un Mistero grande ed un dono grande. Non piace a molti la parola
Mistero, se escludiamo i cospiratori di professione, ma è la parola in assoluto più
rispettosa di Dio. E’, per un cristiano quanto meno, la certificazione che Dio, come
dirà l’Apostolo Giovanni, si è fatto visibile, toccabile, vivo in mezzo a noi ma che,
allo stesso tempo, porta in sé qualcosa di più grande che esce dalla mia possibilità di
comprendere. Ma, in fondo, anche la possibilità di comprendere tutto è
sopravvalutata e non è necessariamente un tocca sana. Raramente sapere tutto è
risolutivo o da Pace. Tutti sanno che la Guerra è sbagliata ma continuiamo a farla.
Tutti sanno che uccidere civili, uccidere bambini, uccidere inermi, ridurre alla fame e
alla devastazione è sbagliato ma lo si fa comunque. Sapere tutto non risolve la
questione. Anche il malato che sa che lo aspetta un percorso a volte orribile ha la
soluzione a tutto. Sa e niente più. Non toglie la fatica. Al massimo nutre la Speranza
che comunque è un buon inizio. E poi, nel Natale, se anche non sappiamo o capiamo
tutto di Dio abbiamo comunque ciò che ci serve capire per vivere: Dio è con me, Dio
mi ama, Dio mi salva. I dettagli del come, davanti a tutto questo, diventano quasi
secondari. Il Natale di Gesù è il Mistero di Dio in mezzo a noi, un Mistero che ci fa
bene. E pure trattarlo da Mistero di farà bene: lasciargli quell’alone di rispetto che ha,
quello spazio di manovra in cui Dio possa agire secondo il suo Modo e non secondo
il nostro schema, credo ci possa far bene. Ai mille canti di Natale, così, potremmo
aggiungere il Silenzio di chi contempla: ci farà bene il Silenzio e ci farà bene
guardare in Alto. Quindi: rinunciare a qualche parola, specie quelle di troppo, sarà un
bel modo di vivere il Natale. Sul tacchino, invece, ognuno si regoli come crede.