16 Feb Tempo personale in Assisi
Leggi con calma il testo del Vangelo di Giovanni (12, 20-28)
Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”.
Rileggi con calma questo Vangelo. Cosa ti annuncia di Gesù e cosa credi dica alla tua vita?
Francesco prese sul serio queste parole tanto di scegliere di servire Gesù seguendolo anche sulla via del dono totale. Ecco cosa scrivono di questo passo le Fonti Francescane (nr.1419):
“Pietro (papà di Francesco) andò di corsa al palazzo del comune a protestare contro il figlio davanti ai Consoli, chiedendo il loro intervento per obbligare Francesco a restituire il denaro preso in casa. I consoli, vedendolo così sottosopra, per mezzo di un araldo inviarono al giovane un mandato di comparizione. Ma lui rispose all’araldo di essere libero, per grazia di Dio, e di non essere più sotto la giurisdizione dei Consoli, dal momento ch’era servo del solo Dio altissimo. Non volendo ricorrere alla violenza, i Consoli dissero a Pietro: “Dato che tuo figlio si è consacrato al servizio di Dio, non è più sotto la nostra giurisdizione”.
Constatando che il suo ricorso ai consoli si concludeva in un nulla, egli andò a sporgere querela davanti al vescovo della città. Questi, da persona discreta e saggia, chiamò Francesco con i modi dovuti, affinché venisse a rispondere alla querela del genitore. Il giovane rispose al messaggero: “Da messer vescovo ci vengo, poiché egli è padre e signore delle anime”.
Venne dunque all’episcopio, e fu ricevuto dal pastore con grande gioia. Il vescovo gli disse: “Tuo padre è arrabbiato con te e molto alterato per causa tua. Se vuoi essere servo di Dio, restituiscigli i soldi che hai; oltretutto è ricchezza forse di mal acquisto, e Dio non vuole che tu spenda a beneficio della Chiesa i guadagni del padre tuo. La sua collera sbollirà, se recupera il denaro. Abbi fiducia nel Signore, figlio mio, e agisci con coraggio. Non temere, poiché l’Altissimo sarà tuo soccorritore, e ti largirà in abbondanza quanto sarà necessario per la sua Chiesa”.
L’uomo di Dio si alzò, lieto e confortato dalle parole del vescovo, e traendo fuori i soldi, disse: “Messere, non soltanto il denaro ricavato vendendo la sua roba, ma gli restituirò di tutto cuore anche i vestiti”. Entrò in una camera, si spogliò completamente, depose sui vestiti il gruzzolo, e uscendo nudo alla presenza del vescovo, del padre e degli astanti, disse: “Ascoltate tutti e cercate di capirmi. Finora ho chiamato Pietro di Bernardone padre mio. Ma dal momento che ho deciso di servire Dio, gli rendo il denaro che tanto lo tormenta e tutti gl’indumenti avuti da lui. D’ora in poi voglio dire: “Padre nostro, che sei nei cieli”, non più “padre mio Pietro di Bernardone” ”. I presenti videro che l’uomo di Dio portava sulla carne, sotto begli abiti colorati, un cilicio. Addolorato e infuriato, Pietro si alzò, prese denari e vestiti, e se li portò a casa. Quelli che assistevano alla scena, rimasero indignati contro di lui, che non lasciava al figlio nemmeno di che vestirsi. E presi da compassione, piangevano su Francesco.Il vescovo, considerando attentamente l’uomo santo e ammirando tanto slancio e intrepidezza, aprì le braccia e lo coprì con il suo mantello. Aveva capito chiaramente ch’egli agiva per ispirazione divina e che l’accaduto conteneva un presagio misterioso. Da quel giorno diventò suo protettore. Lo esortava e incitava, lo dirigeva e amava con affetto grande”.
Prega col cuore con queste parole di Francesco
Tu sei santo,
Signore Dio unico,
che compi meraviglie.
Tu sei forte. Tu sei grande. Tu sei altissimo.
Tu sei Re onnipotente,
tu Padre santo,
Re del cielo e della terra.
Tu sei Trino e Uno,
Signore Dio degli dei,
Tu sei bene,
ogni bene, sommo bene,
Signore Dio, vivo e vero.
Tu sei amore, carità.
Tu sei sapienza.
Tu sei umiltà.
Tu sei pazienza.
Tu sei bellezza.
Tu sei mansuetudine
Tu sei sicurezza.
Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia.
Tu sei speranza nostra.
Tu sei giustizia.
Tu sei temperanza.
Tu sei ogni nostra sufficiente ricchezza.
Tu sei bellezza.
Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore.

Prega con Giotto
Abbiamo il Cristo sulla croce e vediamo addirittura le venature del legno della croce, ma anche i chiodi sul capocroce, proprio sopra la testa del Cristo. Vediamo il corpo nudo del Dio fatto uomo, le mani artigliate sul chiodo, la testa del Cristo con i capelli sudati, incollati sulla nuca, gli occhi del Cristo che sembrano due isole di malinconia. E poi, ai piedi del Cristo, c’è il grido della Maddalena, questa sinfonia di oro e di rosso, i capelli, il manto, e una testa vista di scorcio. E San Giovanni, che esprime il suo dolore con la piega amara della bocca e soprattutto con quella mano nervosa che artiglia il mantello. San Francesco, con le mani elevate a voler aiutare. In alto vediamo due angeli, di qua e di là, che fuggono da questa scena, non reggono di fronte al martirio del Cristo; tre angeli che raccolgono il sangue della Redenzione nei vasi, nel patere. Abbiamo addirittura un angelo che si straccia le vesti…
Prega col cuore con queste parole di Francesco davanti al Crocifisso
O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre
del cuore mio.
Dammi una fede retta,
speranza certa,
carità perfetta
e umiltà profonda.
Dammi, Signore,
senno e discernimento
per compiere la tua vera
e santa volontà.
Amen.