Piccola Visita alla Basilica di Loreto

Piccola Visita alla Basilica di Loreto

L’aula della Basilica, pensata per accogliere un gran numero di fedeli, è divisa in tre navate da 12 pilastri quadrati con colonnine agli angoli che reggono archi ogivali e quindi le volte a crociera costolonate. La planimetria è ricca di simbolismi; nel complesso si può definire una croce latina che riporta al Cristo, con i dodici pilastri riecheggianti gli Apostoli e le quattro Sagrestie che portano i nomi degli Evangelisti, poste ai quattro angoli creati dai bracci della croce. Le volte dell’aula sono puntellate da 28 medaglioni dipinti (bianco su nero) da Luca Signorelli entro il 1507 raffiguranti Profeti e Personaggi biblici.

La Casa Santa è sovrastata dalla Cupola popolata di figure angeliche dipinte tra il 1890-1907 da Cesare Maccari con le raffigurazioni delle Litanie Lauretane (angeli con le raffigurazioni dei simboli litanici). Nella parte del tamburo (affreschi “rettangolari”) ci sono invece le scene della dell’Immacolata fino alla proclamazione del Dogma. Questi affreschi sostituiscono quelli Seicenteschi del Pomarancio in larga parte persi.

Più prestigiosi sono gli affreschi realizzati tra il 1477 e il 1480 da Melozzo da Forlì che si trovano nella Cupola della Sacrestia di S.Marco. Il tema principale è la gloria celeste, popolata da angeli, profeti e personaggi dell’Antico Testamento, disposti lungo l’anello della cupola come se fluttuassero nello spazio. Le figure sono viste “dal basso in alto”, secondo una prospettiva ardita per l’epoca. I panni svolazzanti, dipinti con tocchi morbidi e luminosi, accentuano il senso di leggerezza.

Nella Cappella del Crocifisso il Crocifisso ligneo datato 1637, rappresenta un Cristo crocifisso dalla forte carica emotiva e realismo, tipico della sensibilità artistica del primo Barocco, dove la drammatica umanità della Passione viene resa con intenso realismo e profondità espressiva.

Sono conservati invece nella Cappella Francese (dove è conservato il SS.Sacramento) i dipinti del Menzocchi compiuti tra 1545 e il 1548 che con la serie degli Apostoli, la discesa della manna e Il Sacrificio di Melchisedec, di cui restano qui solo alcuni frammenti. La cappella è detta anche “Francese” in quanto decorata con le offerte dei cattolici francesi. Per questo Charles Lameire vi affrescò fra il 1896 e il 1903 il Trionfo della croce e Santi francesi nella volta e su tre tele applicate a muro, scene di Crociati francesi e di S. Luigi IX a Nazaret.

Gli affreschi con “Scene della vita dei santi fratelli Cirillo e Metodio” di Biagio Biagetti (1912-1913) sono custodite nella Cappella Slava (con i contributi dei fedeli soprattutto croati) insieme al trittico dell’altare di Stanislao de Witten del 1897

Quella dell’Assunta è detta Cappella Americana. Con le offerte dei cattolici americani Beppe Steffanina negli anni 1953-1970 vi affrescò scene relative a Maria Regina, il dogma dell’Assunta, e la Glorificazione della Vergine Lauretana patrona dell’aviazione. Vi è narrata anche la storia del volo umano, dal mitico Icaro a Leonardo da Vinci e ai moderni astronauti.

Dorature, marmi caldi e una composizione ricca di movimento decorano la Cappella Spagnola. Fu la prima ad essere decorata nel piano generale di abbellimento pittorico promosso dalla Congregazione Universale nel XIX secolo. È stata decorata fra il 1886 e il 1890 con le offerte dei cattolici spagnoli. Gli affreschi delle pareti sono di Modesto Faustini. Entrando si ha subito la sensazione di trovarsi davanti a un piccolo scrigno di luce e splendore. Questo spazio, realizzato secondo il gusto solenne e teatrale dell’epoca barocca.

Dei primi del 1900 sono le decorazioni della Cappella Tedesca opera di Ludovico Seitz Nella fase cinquecentesca della decorazione delle cappelle, al centro del soffitto di questa cappella si trovava in origine un ottagono su tavola con la Traslazione della Santa Casa di Francesco Menzocchi saldato nel 1548 ed oggi conservato nel Museo del Palazzo Apostolico. Tra 1554 e 1555 Lorenzo Lotto eseguì sette tele, anch’esse esposte oggi nel museo. La cappella è stata poi decorata con le offerte dei cattolici di lingua tedesca, per iniziativa della Congregazione Universale, nel VI Centenario della Traslazione della Santa Casa. Gli affreschi sono opera di Ludovico Seitz che li eseguì negli anni 1892-1902. Il suo aspetto attuale è dovuto ai restauri di Giuseppe Sacconi[26]

La Cappella Polacca dedicata anche al Sacro Cuore raccoglie l’opera di Arturo Gatti che vi lavorò negli anni 1912-1939 raffigurando Maria Regina della Polonia, la Vittoria di Sobieski a Vienna contro i turchi e il Miracolo della Vistola, episodio legato alla Battaglia di Varsavia del 1920.

Ricca di bellezza è la Sagrestia di San Giovanni. con gli affreschi di Luca Signorelli, eseguiti tra il 1481 e il 1485. La decorazione della sagrestia venne commissionata dal cardinale Girolamo Basso Della Rovere, di cui appare lo stemma al centro della volta, presumibilmente intorno all’ottavo decennio del Quattrocento proprio a Signorelli uno dei migliori assistenti di Piero della Francesca. Nella volta, composta da otto spicchi, sono raffigurati otto angeli musicanti (zone presso gli angoli) e otto personaggi della chiesa (quattro Evangelisti e quattro Dottori, disposti in modo alternato). Spiccano sulla volta le raffigurazioni, probabilmente completamente autografe, di Signorelli: la vela col San Matteo e il relativo angelo, il Sant’Ambrogio, e l’angelo soprastante il San Girolamo Gli affreschi dell’artista appaiono anche sulle pareti, in alto, con gli episodi della Conversione di Saulo di Tarso sulla via di Damasco, dell’Incredulità di san Tommaso e cinque riquadri – affrontati – con raffigurati, in coppia, dieci Apostoli.

La Cappella dei Duchi di Urbino è l’ unica ad essere stata rispettata nel suo apparato originale nei restauri di fine 800. Venne fatta decorare a proprie spese dai duchi di Urbino negli anni 1571-1584. Alle pareti sono affreschi del 1582-83 opera di Federico Zuccari. La pala in mosaico con l’Annunciazione è una copia della tela del 1582-84 di Federico Barocci trafugata dai francesi nel 1797.

L’ingresso della Sagrestia di San Luca custodisce una terracotta con San Luca Evangelista attribuita a Benedetto da Maiano.

Dal transetto sinistro si accede alla monumentale Sala del Tesoro, voluta da Papa Clemente VIII per accogliervi l’ingente cumulo dei doni votivi. Oggi ve ne sono conservati ben pochi perchè spogliato da Napoleone, nel 1797. La Sala, dalla maestosa volta a padiglione, venne interamente decorata con stucchi e affreschi da Cristoforo Roncalli detto il “Pomarancio”, che fra il 1605 e il 1610 vi dipinse le vivaci “Scene della vita di Maria” alternate a sei Profeti e altrettante Sibille. Le scene presente sono: Natività di Maria; Lavanda di Maria; Presentazione al Tempio; Sposalizio della Vergine; Annunciazione; Visitazione; Fuga in Egitto; Gesù tra i dottori; Transito della Vergine. Sulla volta: Assunzione; Traslazione della Santa Casa; ncoronazione della Vergine. L’arredamento ligneo, volto a contenere gli Ex voto, è opera di Andrea Costa.

Infine la Cappella del Battistero, con la volta rinnovata tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento e dipinta dal Pomarancio mentre il Fonte battesimale in bronzo è di Tiburzio Vergelli, lavorato tra il 1600 e il 1607.

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