14 Feb La Porziuncola
Cuore pulsante dell’intero complesso è la Porziuncola, una piccola chiesa (4mx7m) in pietra del IX secolo, il cui nome significa proprio “piccola porzione di terra”. L’interno è costituito da un’unica aula con piccola abside, chiusa da una pala d’altare datata 1393 del pittore Ilario da Viterbo. dove narrata la storia del Perdono di Assisi.
Quando Francesco la incontrò, intorno al 1205, la chiesina era in rovina, circondata da un bosco di querce. Francesco, obbedendo al comando del Crocifisso di San Damiano «Va’ e ripara la mia casa» si mise al lavoro restaurandola con le proprie mani.

La Porziuncola divenne presto il centro della sua vita spirituale. Qui, durante la Messa del 24 febbraio 1208, ascoltando il brano evangelico in cui Gesù invia i discepoli senza oro, né argento, né bisaccia, Francesco comprese definitivamente la forma di vita a cui Dio lo chiamava: povertà radicale, annuncio del Vangelo, fiducia totale nella Provvidenza. Da quel momento la Porziuncola divenne la dimora stabile di Francesco e dei primi compagni e la culla dell’Ordine dei Frati Minori.

Nella notte della Domenica delle Palme del 1212, Chiara d’Assisi giunse alla Porziuncola, dove Francesco le tagliò i capelli in segno di consacrazione: nacque così il movimento delle Povere Dame, future Clarisse, segnando una tappa fondamentale nella storia della spiritualità femminile cristiana.
La Porziuncola è legata anche al cosiddetto Perdono di Assisi. Nel 1216 Francesco, immerso in preghiera, ebbe una visione di Cristo e della Vergine Maria circondati dagli angeli e chiese che tutti coloro che, pentiti e confessati, fossero entrati nella Porziuncola ottenessero l’indulgenza plenaria. Su invito di Gesù stesso, Francesco si recò dal papa Onorio III, che approvò la richiesta. Da allora, ogni 2 agosto, milioni di fedeli possono ottenere questa speciale indulgenza, che rappresenta uno dei segni più alti della misericordia nella tradizione cristiana.
All’interno della basilica, poco distante dalla Porziuncola, si trova la Cappella del Transito, ricavata nell’antica infermeria del primo convento. Qui Francesco trascorse gli ultimi giorni della sua vita, gravemente provato dalla malattia e quasi cieco.
In questo luogo compose gli ultimi versi del Cantico delle Creature, dedicati a “sorella morte corporale”, esprimendo una straordinaria accettazione serena della fine.
Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226 Francesco morì, disteso sulla nuda terra, secondo il suo desiderio, cantando e lodando Dio. Al centro della cappella si trova una delicata statua in terracotta invetriata di Andrea della Robbia (circa 1490), che raffigura il Santo con espressione pacata, il Vangelo e la croce tra le mani.
Le pareti interne sono decorate con affreschi di Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, allievo del Perugino, raffiguranti santi e beati francescani. All’esterno, Domenico Bruschi realizzò nel 1886 un ciclo pittorico dedicato alla morte e al funerale di san Francesco.
Alle origini dell’Indulgenza
Nel 1216 Francesco passò una delle sue notti più difficili. Tormentato dalla tentazione demoniaca d’abbandonare il suo progetto per i piaceri del mondo, alla fine si tuffò in un roveto vicino alla sua capanna per scacciare col dolore fisico il tremendo travaglio interiore.
Ma la tradizone riporta che pruni e sterpi s’impietosirono per quel gesto così disperato e ritirarono le spine per non ferirlo (da qui verrebbero le rose a gambo liscio tuttora visibili nel chiostro interno di Santa Maria degli Angeli).
Dopo, un drappello di angeli lo trasportò nella Porziuncola dove Gesù e Maria gli chiesero cosa desiderasse in cambio della sua commovente fedeltà. Lui rispose senza indugio: «Signore ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe».
Gesù acconsentì e Francesco corse a sbrigare la burocrazia dal papa per legare questa indulgenza alla soglia della Porziuncola. Onorio III lo ascoltò con attenzione e chiese: «Per quanti anni vuoi questa indulgenza?». E il santo rispose con una frase che passò alla storia: «Padre Santo, non domando anni, ma anime».
Il 2 Agosto 1216 insieme ai vescovi dell’Umbria Francesco annunciò alla folla accorsa alla Porziuncola: «Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!».
Da allora, tra l’1 e il 2 Agosto, il mondo si dà appuntamento alla Porziuncola per ottenere il perdono speciale che il Poverello allargò a tutti.
